DARIO COLETTI

autoritratto

... Il mio nome è Dario, romano, classe 1959. Ho imparato con l’esperienza che non si ha patria, che non si ha tempo. Luogo e tempo sono elementi casuali come la funzione che ognuno di noi si trova a svolgere nel mondo, una sequenza di eventi che quando si combinano tra di loro prendono il nome di destino. Si arriva alla maturità attraverso una costruzione critica del sé, a volte ostacolati da tutti quelli che ci vogliono bene e ci vogliono aiutare: famiglia, insegnanti, amici. Ho maturato nel tempo e in piena indipendenza un senso di non appartenenza a luoghi, persone e ideologie, e contemporaneamente un forte senso di appartenenza alle cose del mondo. Sono il frutto di tutto ciò che mi ha preceduto. La mia patria è in ogni luogo dove ho lasciato un pensiero, un sentimento, dove ho sofferto, dove ho gioito. Dove è nata mia figlia, dove è morto mio padre, in qualunque luogo ho amato una donna. I miei compagni di viaggio sono quelli che mi hanno parlato con chiarezza e verità. Sono quelli che mi hanno ospitato o che hanno trovato riparo sotto il mio tetto. Sono quelli con cui ho passato notti in balìa del dolore o del piacere, dei bei pensieri, del vino. Sono quelli con cui ho comunicato senza bisogno di parole e sono quelli che ho ascoltato in assenza di suoni. Faccio il fotografo; mi piacciono le immagini, mi piacciono da sempre, da quando ho cominciato a sognare, già nel ventre di mia madre e forse da molto prima. ...
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