DARIO COLETTI

Cronache dal monte Etna

… Ed io di fronte a questa imponente manifestazione della natura misuro il mio smarrimento facendo un elenco delle questioni che attraversano e hanno attraversato la mia vita. La cosa chiara qui dove sono è che il termine natura assume anche valore di enigma da risolvere, ed è una domanda a cui è necessario tentare di dare una risposta se si vuole crescere. I grandi interrogativi sono sempre senza una risposta definitiva, lo si capisce dal fatto che ogni qualvolta si è certi di aver trovato una verità, si risveglia in noi una curiosità ulteriore generata da ciò che ai nostri occhi si era presentata come la soluzione definitiva. Il tema principale della ricerca è sempre lo stesso, la vita, il senso che ciascuno le attribuisce e altro ancora, a volte tutto si esaurisce nell’analizzare i diversi modi in cui va declinata e i temi principale delle riflessioni che questi paesaggi suggeriscono sono parole come: origine, senso del percorso, fine. Ma c’è davvero una fine? Gli strumenti adatti alla ricerca sono i soliti, quelli tradizionali: strumenti tecnici, sapere scientifico, approfondimento filosofico. Dal concorso di tutti questi mezzi e metodologie possiamo avvicinarci a una definizione provvisoria, a un’ipotesi. Se si vuole di più bisogna affidarsi a tecnologie più adatte, più sofisticate, più raffinate: bisogna risvegliare quella strumentazione naturale comune a tutta l’umanità. Bisogna adoperare i nostri sensi sino in fondo, immergersi nelle realtà con tutto il corpo, indagare attraverso l'ascolto, l'odore, lo sguardo, il tocco, il sapore. Lo stato che ne deriva riassume in se tutte le esperienze della materia, della mente, dell'anima. Il complesso organismo umano raccoglie e confronta dati e sensazioni che provengono da una realtà condivisa tra accadimenti di cui si è testimoni diretti ed esperienze ataviche. …

Questi sono i pensieri che caratterizzano il viaggio di ritorno verso la mia sistemazione. E alla fine di questo mio tragitto di conoscenza quello che rimane è un senso di smarrimento, una scomposizione temporanea, una decomposizione profumata in attesa del naturale ricongiungimento con una essenza universale. Un sentimento ispirato dal fatto di essere poggiato su terra viva in continua trasformazione, in una condizione che crea assieme all'inquietante percezione di precarietà e di infinita fragilità una sensazione di ritorno a casa. Da questo punto di osservazione privilegiato si può contemporaneamente percepire l'abisso e stare di fronte a cielo e spazio. Ci si sente piccoli. Ci si sente come un micro meccanismo di un sistema complesso e perfetto dove ogni essenza ambisce a trovare una armonia con tutto il resto. L'Etna è un viaggio al centro dell'anima, è un viaggio alla scoperta dell'origine dell'universo.

L’insegnamento degli dei ovvero cronache dal monte Etna tratto da “il fotografo e lo sciamano, dialoghi da un metro all’infinito” seconda edizione -Postcart edizioni Roma 2016
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