DARIO COLETTI

Gavoi la foto che non ho scattato

... Io sto qui in mezzo a una folla silenziosa per ascoltare. Lo sbi- gottimento e l’orrore senza fine non hanno suono alcuno fino al rintocco delle campane e all’applauso liberatorio. Io sto qui, per caso, in mezzo a questa folla, e faccio quello che mi viene meglio: osservo. Non ho la necessità di chiedere, perché ognuno, in silenzio, risponde alle mie domande mute. Risposte senza voce. Risposte franche di uomini incappucciati, di telecamere rivelatrici, di DNA, di macchie di sangue... Chiedo solo di capire. E ognuno risponde come può. Ognuno risponde quello che vuole. ...

... Ripetono all’infinito la stessa domanda: “perché?... perché?” E nell’attesa di una risposta che non arriva, queste anime inquiete si calmano, prima di trasferirsi in un universo parallelo. Un posto dove carnefice e vittima siedono uno di fronte all’altro e dove l’offeso, ancora incredulo, continua a chiedersi il perché, intuendo solamente che in quel luogo e in quel tempo non è importante conoscere la verità. ...
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